Anche i famigliari hanno bisogno di cura: gruppi di auto-aiuto

Anche i famigliari hanno bisogno di cura: gruppi di auto-aiuto

“Non ne posso più, mi sembra di stare in una stanza senza finestre…”(Sandro, 56 anni)
“La cosa bella è darle serenità. La cosa peggiore è che non ho spazio per me, io non esisto più!”(Paola, 48 anni)

“I miei genitori mi hanno dato tanto e ora ho il dovere di ricambiare. Il problema è quando è sempre – sempre. Il problema è la misura” (Clara, 59 anni).
“Siamo figli di genitori molto anziani, siamo genitori di figli adulti, siamo nonni di nipotini… dobbiamo gestire tutto e tutti… e cominciamo anche noi con gli acciacchi…” (Giuseppe, 69 anni)

Molti di noi si trovano in una situazione come quella raccontata da questi familiari: essere caregiver (cioè “colui che si prende cura”) di un anziano non più autonomo, che si aggrava, diventa molto esigente, ci richiede un tempo sempre maggiore, quasi una dedizione.
Spesso lo slancio “filiale”, l’affetto, l’aiuto che cerchiamo di dare, diventano un boomerang: cerchiamo di farci carico il più possibile del nostro anziano ma alla lunga noi siamo solo stanchi, senza energie, stressati e – alla fine – non siamo più adeguati.
Dov’è la bacchetta magica? Chi “aiuta chi aiuta”?

Sicuramente uno dei modi per “tirare un po’ il fiato” è quello di parlare della nostra fatica e delle nostre preoccupazioni, ma non sempre riusciamo a trovare amici disposti ad ascoltarci e in grado davvero di capire.

Può essere molto utile consultare degli operatori sociali e partecipare ai gruppi di auto-aiuto che sono nati negli ultimi anni. I gruppi di auto-aiuto sono piccoli gruppi (solitamente non più di 15 persone) in cui i partecipanti sono accomunati dal condividere situazioni o difficoltà: ci si racconta, si ascolta, ci si sfoga, si raccolgono informazioni, si riflette.

Sicuramente uno dei modi per “tirare un po’ il fiato” è quello di parlare della nostra fatica e delle nostre preoccupazioni, ma non sempre riusciamo a trovare amici disposti ad ascoltarci e in grado davvero di capire.

Può essere molto utile consultare degli operatori sociali e partecipare ai gruppi di auto-aiuto che sono nati negli ultimi anni. I gruppi di auto-aiuto sono piccoli gruppi (solitamente non più di 15 persone) in cui i partecipanti sono accomunati dal condividere situazioni o difficoltà: ci si racconta, si ascolta, ci si sfoga, si raccolgono informazioni, si riflette.

Spesso dal confronto emergono anche strategie pratiche ed utili per affrontare i problemi quotidiani con l’anziano. Ci si accorge di essere meno soli: anche gli altri stanno vivendo le stesse emozioni, belle e meno belle, che sto provando io nei confronti del mio anziano.

La Caritas ha riconosciuto e accolto questo importante bisogno dei caregiver: da anni, infatti, promuove e gestisce, sul territorio di Monza, gruppi di auto mutuo aiuto per familiari di anziani non più autosufficienti. Viene offerto questo spazio dove condividere con altri il senso dei problemi che si affrontano ogni giorno e trovare sollievo. A volte non ci “autorizziamo” a parlare dei nostri problemi mentre invece solo aiutandoci o facendoci aiutare possiamo essere di aiuto all’altro. Il gruppo quindi diventa il luogo, lo spazio e la relazione in cui il familiare caregiver trova supporto, aiuto a “ricaricarsi” e a ritrovare le energie per continuare al meglio di assistere il proprio caro.
Il gruppo è condotto da una psicologa che facilita la comunicazione; all’occorrenza è possibile anche invitare esperti su temi specifici. Ci si incontra ogni 3 settimane la sera. Viene richiesto un contributo economico per coprire parzialmente il costo dell’attività.

Per informazioni rivolgersi a:
assistente sociale di Caritas – tel 3358752422 
mail: anzianifamiglie@caritasmonza.org

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